IL TEAM
SQUADRA SOFTAIR VENEZIA | PADOVA | TREVISO
SQUADRA SOFTAIR VENEZIA | PADOVA | TREVISO
VERTICE OPERATIVO
Il nostro palo della luce con la voglia di vivere di un bradipo in coma. Jason si presenta in campo quando gli va di culo (praticamente mai), perché tra feste, sbronze e giri vari ha sempre cose più importanti da fare.
Quando per miracolo arriva, fa da supporto: segue gli ordini alla lettera, ma se non c’è nessuno che gli dice esattamente cosa fare si blocca come un NPC senza script. Zero iniziativa propria.
Il suo vero talento è la bocca: spicy di natura, prende per il culo senza pietà chiunque se la tiri troppo o rompa il cazzo al gruppo. L’unica volta che ha mostrato vera passione è stato con la motosega in mano durante la manutenzione… e lì ha massacrato tutto quello che gli capitava a tiro come un serial killer dei cespugli.
Il nostro presidente Limone, cagacazzi autistico di prima categoria e istruttore di tiro ufficiale. Appena vede una replica tenuta male o un movimento da handicappati parte in modalità nazi a livelli insostenibili.
Si accolla da solo il 90% del lavoro per far sopravvivere questa squadra di disperati, e per questo gli perdoniamo la rottura di coglioni costante.
Peccato che sia pigro come una marmotta in letargo: nella maggior parte degli allenamenti tira fuori la scusa “devo guardare come vi muovete” per starsene col culo piantato a fare il supervisore mentre noi sudiamo come dei coglioni.
Insomma, il dittatore che ci meritiamo.
Il nostro veterano moldavo nano incazzato cronico. Dopo 20 anni in Italia parla ancora un italiano-moldavo bastardo, con pronunce talmente storpiate che ormai usiamo le sue parole come gergo ufficiale della squadra.
Testa calda di prima categoria: basta una virgola fuori posto nella giornata sbagliata e parte in escandescenza come un reattore nucleare. In campo è fortissimo, ma gioca da lupo solitario e pretende che tutti gli leggano nel pensiero senza parlare.
È il collante del gruppo e il nostro punto di riferimento tecnico: passa più tempo a “manutenere” le sue repliche che a dormire, e infatti ogni sua arma esce dal banco sempre bella calda, mai sotto 1.3J. Il presidente passa più tempo a calmarlo che a organizzare le partite, però è lui che tiene unito questo branco di disperati… e noi gli vogliamo bene lo stesso, cazzo.
OPERATORI
Il nostro armadio basso e largo, 1.70m di pura massa muscolare compressa. Si può dire che sia il ragazzo più gentile e educato del mondo… finché non lo fai incazzare. A quel punto diventa pericolosissimo: ti sradica un albero a mani nude e ti ci mena senza battere ciglio.
In campo è una bestia dinamica, letale nei movimenti e capace di ricoprire quasi tutti i ruoli (tranne fare il capo, quello proprio non è roba sua). Un vero pezzo di pane, uno di quei diamanti umani che capitano di rado in mezzo a questo branco di degenerati.
L’unico dramma è che vive in una maledetta isola e senza patente ci rompe il cazzo a tutti per farsi dare passaggi ogni santa volta.
Il nostro bassino cicciottello Kynny, un concentrato di forza sovraumana dentro un corpo da panda. Quando parte in corsa diventa un proiettile umano, e guai a dargli una pistola in mano: si trasforma in un sicario spietato che spara come se gli dovessero i soldi.
Peccato che abbia la sfiga incorporata. Con le repliche è una tragedia greca continua, si incula da solo con una facilità imbarazzante, praticamente difendersi dalle fregature per lui è come chiedere a un neonato di firmare un mutuo.
Alla fine è il figlioccio acquisito di tutta la squadra: lo proteggiamo tutti come se fosse nostro nipote, anche se probabilmente sopravviverà più a lungo di noi.
Il nostro genio del cazzo RICO, quello che vede il mondo con un filtro tutto suo. Mentre noi pensiamo “ok, facciamo così che è normale”, lui se ne esce con un piano talmente fuori di testa che spiazza l’intera squadra.
Il suo approccio preferito? Quello più catastrofico possibile. Vuole sempre far esplodere, dare fuoco o distruggere tutto quello che gli capita a tiro. Tenerlo a bada è un’impresa disperata, praticamente serve un domatore.
E fuori dal campo è uguale: da quando ha scoperto il softair il suo conto corrente è in rosso permanente. Spende più soldi in pezzi, upgrade e cazzate esplosive che un tossico in crack.
Un pericolo pubblico a 360 gradi.
Il nostro signorino di alta borghesia, agente "speciale" Bond. Un signore logorroico che parla fino a farti venire il mal di testa, ma guai a toccargli la Tesla o l’iPhone: parte la guerra nucleare.
È permalosissimo (non diteglielo però, sennò si incazza e ve lo rinfaccia per un mese intero dicendo “io non sono arrabbiato eh”). Quando si offende ti giura che è tutto ok… e poi te lo ricorda ogni santa partita per le successive quattro settimane.
Dentro al team è quello che si impegna di più: sempre a spingere per migliorare, organizzare e far crescere la squadra come se fosse la sua azienda. L’unico imprenditore vero in mezzo a questo circo di falliti.
Ah, e soprattutto: mai chiamarlo Alésio. Mai.